Paolo mise in guardia contro un amore che sarebbe stato un sintomo di questi tempi finali. Può essere mortale per i cristiani.
L’amore può mai essere pericoloso? A prima vista sembra assurdo. Ma cosa succederebbe se Dio ci avesse avvertito di un diverso tipo di amore, più diffuso negli ultimi tempi, un periodo pericoloso per i Cristiani? E se si fossero verificati, e si stessero verificando, eventi che stanno favorendo la diffusione di questo amore pericoloso nei paesi occidentali XXI secolo?
Questo tipo di amore – dannoso per la società, letale per i Cristiani – è sorprendentemente diffuso. Più approfondivo la questione, più ne rimanevo sorpreso.
Amore smodato per se stessi, noto anche come narcisismo
L’avvertimento biblico di 2 Timoteo 3:2 — che alla fine dei tempi gli uomini saranno “amanti di se stessi” — è una seria profezia di un cambiamento sottile ma profondo nella società. La parola usata in questo versetto è phlautos — amante di sé, egoista. Questo si è manifestato nei nostri valori, nella nostra cultura e nelle nostre famiglie; e, inoltre, viene insegnato sempre più spesso nelle scuole e nelle chiese.
È fondamentale in questo momento sottolineare che dobbiamo amare noi stessi e il prossimo come noi stessi ( Galati 5:14 ) e riconoscere il valore e il potenziale che Dio ha donato a ciascuno di noi. Tuttavia, non è il normale amore per se stessi quello contro cui Paolo metteva in guardia, bensì l’atteggiamento egocentrico e introverso che si sta diffondendo soprattutto nella società moderna. Il narcisismo, questo amore estremo per se stessi, deriva dal nome di Narciso, un giovane della mitologia greca che si struggeva per l’amore della propria immagine riflessa!
La società moderna, soprattutto negli ultimi 50 anni, ci ha incoraggiato a diventare sempre più egocentrici. In altre parole, l’individuo è diventato più importante. Gli spot di reclutamento dell’esercito americano “Un Esercito di Uno” potevano anche essere divertenti, ma l’enfasi sul singolo soldato è l’esatto opposto del concetto di lavoro di squadra e cooperazione su cui si fonda l’esercito. Non c’è da stupirsi che l’esercito abbia recentemente deciso di cambiare slogan, adottando “Esercito Forte”.
L’amore per se stessi ha radici che risalgono al Giardino dell’Eden e anche oltre. Nella storia recente, tuttavia, gli anni ’60 sono stati un periodo in cui si incoraggiava l'”autodeterminazione”. Gli psicologi degli anni ’60 promuovevano il divorzio facile con l’idea: “Prenditi cura di te stesso e i figli staranno bene”. Gli anni ’60 sono stati un periodo in cui un’intera generazione è stata educata ad abbandonare i vecchi valori rigidi che proibivano comportamenti egoistici in ambito sessuale e nell’uso di droghe.
George F. Will, nel suo articolo “About That Sixties Idealism” (Newsweek, 21 agosto 1995), ha ben detto: “Lo spirito degli anni Sessanta era, a rigor di termini, infantile. Per un bambino, qualsiasi desiderio è auto-legittimante”. L’idea di anteporre se stessi alle responsabilità, ai principi morali e al benessere altrui è stata purtroppo promossa per molti anni.
La generazione degli anni ’70, spesso definita “Generazione dell’Io”, ha mostrato un atteggiamento ancora più egocentrico. Gli articoli di economia di quell’epoca mettevano in guardia contro la perdita dello spirito di squadra e della cooperazione.
Il concetto stesso di autostima risale agli albori della psicologia moderna, le cui radici affondano nella fine del XIX secolo. Un’epoca lontanissima rispetto alla nostra aspettativa di vita, ma in realtà uno sviluppo “recente”, giunto alla fine di 2000 anni dopo Cristo, e che si inserisce perfettamente nel periodo della fine dei tempi. Non è una coincidenza.
Una volta gettate le basi filosofiche, la promozione di questo stile di vita è continuata fino ai giorni nostri. Tra le tendenze si annoverano slogan consumistici di aziende pubblicitarie come:
• “Just Do It” (Nike).
• “A volte bisogna infrangere le regole” (Burger King).
• “Nessuna regola. Semplicemente perfetto” (Outback Steakhouse).
Anche le scuole si sono unite alla tendenza con programmi che promuovevano l’autostima e la chiarificazione dei valori, includendo affermazioni come “L’interesse personale è e dovrebbe essere il fondamento di tutte le decisioni morali”.
Nell’ambiente aziendale, i dipendenti si trovano a confrontarsi con il concetto del “puoi contare solo su te stesso”, derivante dai numerosi licenziamenti e altri eventi aziendali che sconvolgono la vita del tipico lavoratore. Si registra inoltre un crescente cinismo nei confronti della dirigenza aziendale, a seguito dei continui scandali, pungentemente rappresentati nella popolare serie a fumetti “Dilbert”.
Poi ci sono i comportamenti individuali oltraggiosi di leader e celebrità come un ex presidente degli Stati Uniti noto per aver sfruttato le donne, star del cinema narcisiste e dirigenti aziendali arroganti che si sono assicurati di “ottenere ciò che volevano” anche mentre i loro dipendenti, che si fidavano di loro, venivano impoveriti (come nel caso Enron).
La nostra società si trova ora ad affrontare gravi conseguenze a causa di questo cambiamento, iniziato in modo sottile per poi trasformarsi in una trasformazione radicale e pervasiva del nostro mondo. Si manifesta in comportamenti scortesi, perdita di civiltà, crimini violenti, disgregazione familiare, un numero di divorzi e persino decessi di gran lunga superiore.
Irving O. Hockaday, accettando il Premio Lawrence A. Wein, affermò: “Come Paese, pur venerando l’individualismo, rischiamo di dimenticare che una società civile sopravvive solo finché gli individui sono soggetti a imperativi morali che trascendono il narcisismo e l’egocentrismo” (citato nel Wall Street Journal, 25 aprile 1995).
Al di là delle buone maniere, della civiltà e della criminalità (come se non fossero già abbastanza importanti), c’è il sottile cambiamento nel pensiero umano che deriva da questa grossolana distorsione. Il divorzio è molto più facile per le persone egocentriche che si sentono semplicemente “troppo limitate” dagli obblighi. Gli studenti delle scuole superiori e dell’università non riescono a comprendere la necessità di impegno e diligenza. Dopo essersi nutriti di “autostima” per anni, sono pieni di vuote visioni di sé stessi.
John Loveless, professore associato di politiche pubbliche presso la Harvard School of Government, avvertì che “gli studenti americani ottengono costantemente punteggi elevati nelle autovalutazioni… pur avendo risultati accademici bassissimi” (Wall Street Journal, 22 gennaio 1997).
Quando non riusciamo a guardarci onestamente allo specchio, come possiamo prenderci cura degli altri, adempiere ai nostri obblighi e sostenere i principi che tengono unita una società? Maureen Dowd avvertiva che viviamo in una società “in cui la lealtà verso se stessi non cede il passo a nessun’altra lealtà” (New York Times, 14 novembre 1996). Le persone egocentriche non solo sono totalmente ignare del nobile concetto di lealtà, ma non riescono a comprendere che la civiltà si fonda sul fatto che le persone si impongano dei limiti per il bene superiore della società.
Dobbiamo ritrovare il senso civico, la cura per gli altri, l’adesione a principi che vadano oltre la gratificazione personale. Cynthia Tucker riteneva che le cose non fossero poi cambiate molto dall’11 settembre, affermando: “Come cultura, siamo superficiali ed egocentrici come sempre” (Atlanta Journal-Constitution, 3 febbraio 2002). Devo concordare con lei.
Di seguito, un ultimo avvertimento alla nostra società, ben espresso da Andrew Peyton Thomas nel suo articolo del 29 agosto 1995 sul Wall Street Journal, “Possiamo mai tornare indietro?”: “L’attuale società sta glorificando un individualismo estremo, oltre ogni limite salutare e oltre qualsiasi cosa mai sperimentata da un’altra cultura. La civiltà è stata creata per contenere l’egoismo. Quando una società decide che i suoi membri debbano vivere per se stessi, massimizzando la propria ricchezza e i propri piaceri a scapito persino dei propri figli, allora tale società deve aspettarsi ogni sorta di circostanze avverse.”
L’apostolo Paolo era molto in anticipo sui tempi. Si consideri che questo grande cambiamento nella civiltà necessitava, come preparazione: (1) centinaia di anni di cambiamenti filosofici, (2) un movimento di scienze sociali 1900 anni dopo la morte di Paolo, (3) idee nuove e apparentemente mai insegnate prima in materia di comportamento e cultura. Tutto ciò sarebbe culminato esattamente nella condizione mentale che Dio aveva predetto sarebbe esistita negli ultimi tempi.
Effetti sui Cristiani
Già di per sé dannoso per la società, questo amore pericoloso ha effetti ancora più gravi, soprattutto sui Cristiani.
L’intero messaggio di Gesù Cristo è un messaggio di servizio e di giustizia. Nessun Cristiano che prenda sul serio la propria vocazione può riempire la propria mente con questo tipo di pensiero egoistico.
Come possiamo adempiere all’esortazione di Cristo in Marco 8:34 di rinnegare noi stessi? Come possiamo amare il nostro prossimo come noi stessi ( Marco 12:31 )? Una persona egocentrica non può farlo! Come possiamo “dare” la nostra vita per i nostri amici ( Giovanni 15:13 )? I Cristiani non devono avere un ego smisurato. Dobbiamo stimare gli altri più di noi stessi ( Filippesi 2:3 ).
Questo nuovo amore pericoloso, profetizzato, sradica le fondamenta stesse su cui poggiamo e il nostro modo di pensare. Distruggerà la nostra religione cancellandone la memoria. Il narcisismo – un amore smodato per se stessi – potrebbe persino essere considerato un pericolo maggiore per un Cristiano rispetto alla persecuzione. Un Cristiano perseguitato che resiste almeno conoscerà le proprie convinzioni. Ma i Cristiani narcisisti non si rendono nemmeno conto di essere svuotati, rieducati a rifiutare gli insegnamenti del loro Salvatore!
Purtroppo, diversi leader di varie confessioni cristiane hanno accettato e promosso il concetto di autostima come benefico per i loro seguaci, senza rendersi conto del grave pericolo a lungo termine. Robert Schuller, pastore della Crystal Cathedral e creatore del programma “Hour of Power” , seguito da milioni di telespettatori, ha definito Gesù Cristo “l’autostima incarnata”, un’affermazione che trovo incredibile e spaventosa (Robert Schuller, Self-Esteem: The New Reformation, 1982, pagina 135). Un’intera civiltà, insieme a molte delle sue chiese, sta cambiando in modo radicale e insolito.
Questo può sembrare un’astratta argomentazione filosofica, ma in realtà è una strada che conduce alla rovina per i Cristiani. Man mano che la mentalità dell’autostima si radica sempre più, un Cristiano perderà l’umiltà. Non possiamo rimanere piccoli ai nostri stessi occhi quando un argomento potente ci gonfia d’orgoglio. I cristiani non riescono a percepire la necessità di servire gli altri, quando quella stessa forza potente che ci circonda ci ripete quanto siamo “importanti”, “unici” e “speciali”.
Il cristiano narcisista appare impeccabile all’esterno, ma interiormente si sta svuotando o dissolvendo. L’unica cosa a cui posso paragonarlo è una sottile forma di lavaggio del cervello.
Ora basta guardarsi intorno e osservare lo slogan del nostro tempo: “È tutta una questione di me”. Veniamo addestrati, e in un modo di pensare nuovo, pericoloso e profondamente sbagliato, contro il quale i primi apostoli ci avevano messo in guardia. Solo un’arma è abbastanza potente da bloccare e invertire questa tendenza: la Bibbia.
Dio ci insegna come amare noi stessi nel modo giusto, conoscendo il giusto valore che Egli attribuisce a noi, senza che un ego vuoto si intrometta. Ci insegna non solo le giuste motivazioni e il giusto modo di pensare, ma anche metodi pratici per prenderci cura degli altri, dare il buon esempio e piacere a Colui che ci ha chiamati. In effetti, non dobbiamo compiacere noi stessi.
Il narcisismo è un veleno lento per i Cristiani. La nostra difesa deve essere una conversione più profonda, certo, ma al di là di questo, la risposta definitiva è esaminare e purificare le nostre motivazioni. Un giorno saremo chiamati a guidare un’intera civiltà verso la grandezza, a contribuire alla restaurazione del Regno di Dio. Siamo chiamati a prepararci a servire molti altri, non solo per la nostra salvezza. Non vogliamo deluderli!
L’egoista lo farà. L’altruista no. United News
Articolo in italiano tratto dall’originale in inglese “The Dangerous Love“ pubblicato qui: https://www.ucg.org/members/united-news/united-news-may-2007/dangerous-love
