Un giorno, in seconda media, mentre camminavo lungo un corridoio, fui improvvisamente spinta da un lato. Mi voltai per capire cosa fosse successo. Una ragazza enorme se ne andava ridendo a crepapelle. Andai in classe scossa. Fu l’inizio di quello che allora chiamavo “essere preso in giro”. Oggi lo chiamiamo Bullismo.
All’epoca ero molto minuta e davvero timida. Non ricordo di aver avuto amici a scuola, cambiavo spesso istituto. Quello spintone fu solo il primo episodio con quella ragazza – di cui nemmeno conoscevo il nome.
Una sera, mentre mi preparavo a salire sull’autobus, lei era lì. Mi afferrò la testa tra le sue mani enormi e cominciò a sbatterla contro il vano dell’autobus. Per fortuna non mi feci male.
Poi, un giorno, mi spinse di nuovo. Ma stavolta ne avevo abbastanza. Alzai i miei libri in aria, pronta a reagire, quando intervenne un’insegnante. Gli studenti ci avevano circondato, sperando di assistere a una rissa. Fummo mandate entrambe dal preside. Lì scoprii che si chiamava Janice.
Da quel momento il bullismo cessò. Non mi ha più importunata. Non so cosa le sia successo dopo.
Non capivo perché Janice trovasse divertente prendersela con una bambina molto più piccola. Sapevo solo che avevo paura. Mi sentivo costretta a guardarmi sempre le spalle. Anche alle elementari ero stata insultata. Avevo rimosso tutto… fino a quando il bullismo non ha cominciato a far notizia sempre più spesso.
Secondo le statistiche di Family First Aid, circa il 30% degli adolescenti negli Stati Uniti è coinvolto in episodi di bullismo – come vittima o bullo. Gli adolescenti più giovani sono particolarmente a rischio. Il bullismo fisico è più comune tra i ragazzi, mentre le ragazze tendono a praticare bullismo verbale ed emotivo.
Gli studi mostrano che le vittime sono più esposte a bassa autostima, stress, depressione, ansia. Alcuni arrivano perfino a pensare al suicidio.
Il bullismo in Italia: una realtà preoccupante
Secondo l’ISTAT (2023), il 68,5% degli adolescenti italiani tra gli 11 e i 19 anni ha dichiarato di essere stato vittima di almeno un comportamento offensivo, non rispettoso e/o violento — online o offline — nei 12 mesi precedenti. Il 21% ha subito episodi in modo continuativo, e l’8% più volte a settimana.
L’Osservatorio Indifesa 2023, condotto da Terre des Hommes e ScuolaZoo, rileva che quasi 1 giovane su 2 (47,7%) tra i 14 e i 26 anni ha subito bullismo o cyberbullismo. Le ragioni più frequenti?
Aspetto fisico (37%), origine etnica (7%), orientamento sessuale (5%), condizione economica (3,5%).
Il bullismo fisico è più diffuso tra i ragazzi, mentre le ragazze tendono a praticare bullismo verbale ed emotivo.
Le conseguenze sono gravi:
- 38% perdita di autostima
- 21% isolamento sociale
- 19% ansia sociale e attacchi di panico
- 12% disturbi alimentari
- 11% depressione
- 8% autolesionismo
E solo il 5% chiede aiuto a un adulto. Il silenzio è ancora troppo diffuso.
I 4 tipi di bullismo
- Fisico – come quello che ho subito alle medie.
- Verbale – come gli insulti ricevuti alle elementari.
- Emotivo – ti fanno sentire solo, ti escludono, nessuno si siede con te a pranzo.
- Cyberbullismo – sempre più frequente nei notiziari.
Se sei vittima di bullismo… chiedi aiuto!
Non ti consiglio di reagire come ho fatto io. Ma poiché ho agito, l’episodio è emerso e il preside ha potuto intervenire.
Ecco alcuni modi per ricevere aiuto:
1. Parla con un adulto di cui ti fidi.
Se non segnali minacce o aggressioni, spesso il bullo peggiora. Gli adulti possono aiutarti a risolvere la situazione senza che lui o lei lo sappia.
2. Non incolparti.
Non è colpa tua se qualcuno ti tratta male. È lui ad avere un problema. Ricorda: la tua identità viene da Dio, non dagli altri.
3. Allontanati.
I bulli vogliono controllo. Ignorandoli, lo perdono.
4. Non restare mai solo.
Stai con qualcuno, o in gruppo.
La cosa più importante? Chiedi aiuto a Dio.
Dio è con te. Gli importa di ciò che ti sta accadendo.
Non è solo il Dio dei tuoi genitori: è il tuo Dio.
“Gettate su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.”
(1 Pietro 5:7)
E se sei tu il bullo… fermati.
Potresti ferire qualcuno a tal punto da non poter più tornare indietro.
“Siate benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come Dio vi ha perdonati in Cristo.”
(Efesini 4:32)
Morale?
Sii gentile. Sempre.
La vita è già dura. Tutti abbiamo bisogno di incoraggiamento, non di umiliazione.
Non lasciare che la tua identità dipenda da ciò che pensano gli altri.
Fai in modo che venga da ciò che Dio pensa di te.Se tutti vivessimo così… il bullismo non avrebbe più spazio.
E se sei vittima, non vergognarti di chiedere aiuto. Potrebbe salvarti la vita.
Non devi affrontarlo da solo.
Questo articolo prende ispirazione da
https://www.ucg.org/learn/blogs/we-can-stop-bullying
